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Colpi di
testa
Se
esistesse
un Time
della
moda, a
chi
andrebbe
il
prestigioso
riconosciTnen-
to di
"personaggio
dell'anno"
per il
2008,
con
annessa
copertina
celebra-
li\ a?
Non a
uno
stilista,
né a una
top
model
né,
tanto
meno, a
un
fashion
manager
da
griffe
quotata
in
borsa.
Ad
aggiudicarselo
sarebbe,
a
sorpre-
sa/ un "objet
fètiche"
caduto
nel di-
menticatoio
dopo un
paio di
decenni
dì
gloria,
gli anni
Sessanta
e
Settanta:
la
parrucca.
Non una
parrucca
qualunque,
ma il
bob
nero,
con
invalicabile
frangia-barriera
a piombo
sul naso
di Yves
Saint
Laurent
collezione
autunno-inverno.
Un colpo
di testa
(e di
genio)
di
Stefano
Pilati,
alla
direzione
artistica
della
maison,
in
combutta
con il
mago
delle
acconciature
Julien
D'Ys.
«Per
realizzare
l'idea
di
Stefano,
mi sono
ispirato
ai tagli
di Vidal
Sassoon,
poi ho
cercato
a New
York
caschetti
di
capelli
fini,
vinilici.
Volevo
teste
scolpite
e lucide
come il
gloss»,
racconta
l'hair
maker
preferito
dai
fotografi
e dagli
artisti
più
immaginifici
del
mondo,
Madonna
compresa.
Detto,
fatto.
Le wig
corvine
della
passerella
di Yves
Saint
Laurent
conquistano
a
raffica
cover di
magazine
specializzati,
blog e
siti
modaioli.
Lanciato
il
trend,
la prima
vittima
illustre
è stata
il
kaiser
dello
chic
Karl
Lagerfeld.
Che,
prima ha
fatto
sfilare
i
preziosi
abiti
Chanel
Haute
Couture
con
armoniosi
carré
alla
Zelda
Fitzgerald,
poi ha
imposto
un
caschetto
cenere
alla
supertop
Raquel
Zimmerman,
testimonial
di Fendi
(Lagerfeld
è
l'anima
artistica
di
entrambi
i
brand).
Una cosa
è certa,
il
subitaneo
cambio
di
identità
è
assicurato,
basta
gettare
uno
sguardo
alla
nuova
campagna
pubblicitaria
Chanel
prét-à-porter:
una
frangetta
nera
posticcia
trasforma
'Bob,
frange,
tinte
shock:
va in
scena la
metamorfosi
effimera"
la
chiarissima
Claudia
Schiffer
in una
misteriosa
maschietta
anni
Venti.
«È
l'accessorio
perfetto,
ti da lo
stesso
brivido
di
appa-gamento
di un
paio di
scarpe
nuove.
Ti
regala
capelli
sempre a
posto,
solo più
corposi
e meglio
pettinati
dei
tuoi»,
racconta
Daniela
Bianchini,
direttore
del
mensile
Amica.
«Di
solito,
la
scelgo
vicina
al mio
colore
originale,
solo un
po' più
lunga o
un po'
più
corta, e
la porto
con
estremo
piacere.
La mia
prima
volta?
Una
quindicina
di anni
fa, al
reparto
specializzato
delle
Galeries
La-fayette
di
Parigi:
mi
avevano
colpito
la
locandina
del film
Modesty
Blaise
di
Joseph
Losey,
dove
Monica
Vitti
sfoggia
un'insolita
capigliatura
nera, e
le
signore
sofisticate
con
chignon
postiche
che
vedevo
uscire
dagli
hotel di
Piace
Vendòme».
In
genere,
chi è
predisposta
verso
quest'ultimo
oggetto
dei
desideri,
ha una
goccia
di
eccentricità
nel Dna:
nella
sua
storia
c'è
sempre
una
mamma,
una zia,
un'amica
più
grande
con la
stessa
passione.
«Quand'ero
bambina,
mia
madre
organizzava
soirée
faraoniche
e vi si
preparava
con
molta
cura.
Lei,
capelli
corti
rossi,
osava
acconciature
stravaganti
e
rigorosamente
"finte":
cotonature
Settecento,
ciocche
nero
inchiostro
con
punte
blu alla
David
Bowie o
platino
alla
Patty
Pravo»,
dice
Chiara
Benellì,
grafica.
«Risultato:
la mamma
in
persona
mi ha
regalato
cinque
anni fa
una
parrucca
a
caschetto
rosa
caramella,
che uso
quando
suono
con il
mio
gruppo.
O per
andare
alle
feste».
Già.
Rosa
fluo,
come
quella
della
go-go-girl
Natalie
Portman
in
Closer.Continua
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