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SENO TROPPO
PICCOLO: MASTOPLASTICA ADDITIVA La caratteristica fisica che nel corpo di una donna viene più associata all'idea di femminilità è il seno. Ogni donna pone sempre una particolare attenzione e cura a questo suo tributo e ne segue attenta l'evoluzione nel corso della sua vita. Lo sviluppo del seno indica chiaramente che non si è più bambine: se ciò non succede questo fatto può essere vissuto come una mutilazione. Un seno pieno e sodo si associa all'idea di giovinezza e salute ed esercita una forte attrazione sessuale. Per aumentare il volume del seno si ricorre alle protesi in gel di silicone. Tali protesi sono quelle di gran lunga più sperimentate essendo in uso da quasi 50 anni e portate da almeno 3 milioni di donne. Gli altri tipi di protesi hanno mostrato nel tempo di essere meno validi nella qualità del risultato (protesi in hydrogel, protesi all'olio di soia). L'uso di tale protesi era originato dalla supposta pericolosità del silicone: oggi, dopo anni di ricerche, c'è l'assoluta certezza da un lato dell'innocuità e dall'altro la miglior qualità di risultato estetico delle protesi in silicone. L'unico inconveniente che persiste nella misura del 5% è il rischio di incapsulamento che comporta un eccessivo indurimento del seno: tale inconveniente riguarda unicamente il risultato estetico e non è un rischio per la salute. Le protesi hanno normalmente una forma rotonda, possono essere ad alto e basso spessore e possono essere inserite attraverso 3 diverse vie chirurgiche. Tre sono le possibilità: 1. incisione nel solco sottomammario, che lascia una cicatrice di 4/5 cm. sempre visibile e facilmente troppo larga e fuori posizione 2. incisione nell'ascella per non avere cicatrici sul seno: è una tecnica più rischiosa nella sua esecuzione chirurgica e permette di posizionare protesi solo di piccole dimensioni. 3. incisione sul contorno inferiore dell'areola del capezzolo che di norma diventa invisibile nel giro di qualche mese. L'intervento viene esguito normalmente in anestesia generale e richiede un periodo di convalescenza di circa 1 mese in cui bisogna evitare di svolgere attività sportive o lavorative che comportano sforzi muscolari con le braccia; ugulamente non ci si può abbronzare al seno. Terminata la convalescenza non si avrà più alcuna limitazione in queste attività e resterà invariata la possibilità di gravidanza e di allattamento.
L'ETÀSi può fare l'intervento dai 18 anni in poi, ovvero dopo che è avvenuta la maturazione fisica. L'OPERAZIONE Viene eseguita in anestesia generale e l'intervento dura circa 1-2 ore. Consiste nell'introdurre una protesi in gel di silicone sotto la ghiandola mammaria. Le vie di incisione sono tre: nel solco sottomammario la più facile, nel contorno areolare e nel cavo ascellare. LE CICATRICI Nella via sottomammaria si ha una fine cicatrice di circa 4 cm. poco visibile normalmente, ma a rischio di allargarsi a causa dell'appoggio della protesi sulla cicatrice. Nella via periareolare la cicatrice è pochissimo visibile in quanto si ha un cambiamento di colore tra areola e pelle. Nella via ascellare è invisibile. DOLORE Dolenzìa al petto per la tensione e ai movimenti delle braccia nelle prime due settimane. MASTOPLASTICA ADDITIVA (PROTESI) Anestesia: generale Durata dell'intervento: 2 ore circa Convalescenza: 8/10 giorni Risultati: permanenti Cicatrice: sul contorno inferiore dell'areola.
RIFARSI IL SENO: verità e
pregiudizi su uno dei più comuni interventi estetici sul corpo femminile
Le protesi vanno sostituite dopo qualche anno. FALSO - Hanno un tempo di durata illimitato. In passato poteva essere necessario sostituirle o perché la capsula fibrosa creava fastidi o perché si rivelava antiestetica. Ma mai per limiti di durata. Le protesi che contengono gel di silicone sono pericolose per la salute. FALSO - Sono assolutamente sicure perché il silicone è racchiuso in un involucro. Oltre tre milioni di donne nel mondo le portano da ormai 40 anni. E dalle numerose indagini non è mai emersa alcuna relazione tra protesi mammarie e tumori o malattie di ogni genere. Si può allattare anche dopo l'intervento. VERO - La protesi viene inserita sotto la ghiandola mammaria proprio per non interferire con il suo sviluppo durante la gravidanza. Quindi è possibile allattare normalmente. L'intervento garantisce al seno forma e consistenza nel tempo. VERO - Diversamente dal seno naturale, le protesi mammarie non subiscono variazioni in seguito a gravidanze e dimagrimenti. Quindi il volume ottenuto grazie all'intervento rimane invariato nel tempo. La gravidanza danneggia il seno con le protesi. VERO- Se la protesi rappresenta solo una parte minore del seno, la parte naturale restante può perdere volume alla fine dell'allattamento: tutto ciò comporta svuotamento e caduta. FALSO - Se il volume del seno è in gran parte dovuto alla protesi, il rischio di svuotamento e caduta è minimo. Le protesi al silicone possono esplodere. FALSO - Il gel di silicone non può in nessun modo risentire di alcun tipo di variazioni di pressione. L'episodio al quale di solito si fa riferimento narra di protesi scoppiate in aereo. In realtà si trattò semplicemente di uno sgonfiamento di una protesi mammaria che conteneva aria. Un incidente causato dalla perdita di tenuta della valvola di chiusura. Oggi, comunque, queste valvole non vengono più utilizzate. Il seno con la protesi è talmente duro che lo si riconosce toccandolo. FALSO - Oggi le nuove protesi in poliuretano e quelle a superficie rugosa assicurano grande naturalezza anche al tatto. VERO - Succede se si usano le protesi tradizionali, cioè a superficie liscia. Perché a contatto con la parte esterna si può creare una capsula fibrosa, che le rende dure e innaturali. Si può operare anche una sola mammella. VERO - Le due mammelle sono indipendenti e possono essere operate singolarmente o in maniera diversa tra loro, quando è necessario correggere la differenza di forma e di volume. Anche con le protesi ci si può sottoporre a visite specialistiche ed esami radiografici al seno. VERO - Le protesi vengono posizionate sotto la ghiandola e il tessuto adiposo della mammella. In questo modo non impediscono né la palpazione né gli esami radiologici del torace.
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