|
O verde
fosforescente,
come
quella
stile
Barbarella
di
Angelina
Jolie
nella
contro-copertina
di
Vanity
Fair Usa
di
luglio.
Sempre
più
spesso
infatti,
la
parrucca,
specie
se
estrosa,
platealmente
innaturale,
diventa
il "dress
code"
dei
party
glamorous.
A
Milano,
lo
scorso
settembre,
nell'aftershow
di Dolce
&
Gabbana
per il
compleanno
di
Domenico
Dolce,
gli
ospiti
si sono
visti
consegnare
vistose
perruque
in
technicoìor.
Ed è
curioso
come il
puro
divertissement
si
dimostri
La
parrucca?
A
sorpresa,
racconta
molto di
noi"
spesso
rivelatore
di certi
aspetti
nascosti
del
nostro
io più
vanitoso.
«Non
sapevo
come
svoltare
il look
per un
megaparty
parigino.
Così, mi
sono
cacciata
in testa
una
bella
parrucca,
taglio
alla
Julia
Roberts
nelle
prime
scene di
Pretty
Woman,
solo
lillà.
Ho
scoperto
che la
nuance
si
intonava
a
meraviglia
con il
mio
abito
argento
e,
soprattutto,
che
donava
un sacco
al mio
viso:
sembrava
più
tonico,
più
luminoso»,
spiega
Maddalena
Fossati,
giornalista.
«Dopo,
l'ho
portata
ancora.
Per
uscire
di sera,
sì, ma
anche
nei
giorni
di bad
hair
day». Da
Any D'Avray,
famosa
maison à
perruques
francese
(www.anydavray.fr),
i
coiffeur
Jean-Mare
Maniatis
e Bruno
Weppe
rammentano
la volta
che la
camaleontica
top
Linda
Evangelista
decise
di farsi
accorciare
le
chiome
dopo
aver
posato
per uno
shooting
con una
sforbiciatissima
parrucca
a carré.
Galeotta
fu la
metamorfosi
effimera,
insomma.
Ma,
senza
arrivare
a
risoluzioni
tanto
radicali,
la
parrucca
ha anche
risvolti
estremamente
pratici.
C'è chi,
vedi
Sophie
van der
Stap,
autrice
di La
ragazza
dalle
nove
parrucche
(Bompianì),
svela di
aver
sconfìtto
il
cancro
anche
grazie
alle
vaporose
Stella,
Sue,
Daisy,
Blondie,
Platina,
Urna,
Pam,
Lydia e
Bebé. E
chi,
specie
se il
salone
di
fiducia
non è
proprio
a
portata
di
pettine
e phon,
fa di
necessità
virtù.
«Molte
nostre
clienti
ci
chiedono
di
realizzare
una
"testa
da
viaggio"
identica
per
styling
e colore
alla
loro
capigliatura»,
svela
Audello,
boutique-laboratorio
di
Torino
nata nel
1964
che,
insieme
a
Rocchetti
di Roma,
è una
delle
massime
autorità
italiane
in
materia
(vedi
alla
pagina
precedente).
«Sono
agilmente
trasportabili
e, visto
che noi
le
mettiamo
in piega
in forni
speciali,
nemmeno
in
valigia
perdono
la loro
linea».
Ma
quanto
può
costare
una
buona
parrucca?
Sui 200
euro.
Quanto
una
seduta
taglio-tintura-asciugatura
da un
parrucchiere
vip.
Molto
meno
delle
ultime
décolletées
firmate.
Solo,
volete
mettere
la
soddisfazione?
|